Lo sviluppo dei bambini visto dalla Chiropratica 

Dr.ssa Jennissa Pellissier, MChiro, I.V.C.A. 

 

La crescita e la nutrizione sono indispensabili per un bambino appena nato. Una nutrizione mancata o rallentata possono essere o rappresentare un problema già esistente, oppure potranno rappresentare un problema futuro per il neonato. Un neonato spende la maggior parte della giornata dormendo e mangiando. Queste due azioni in un bimbo appena nato sono di una notevole importanza, in quanto il grande sviluppo neurologico e fisico richiede un’ elevata quantità di energia e un deficit potrebbe portare scompensi e problematiche future al bimbo. I neonati, nati a termine, possono sopravvivere alcuni giorni grazie alle loro riserve (glicogeno del fegato) con un bisogno di liquidi minimo. Comunque è fortemente raccomandato l’allattamento naturale, cioè al seno, nelle pri­me 2-3 ore dopo la nascita del bambino in quanto porta un notevole beneficio immunologico al bimbo e serve per rinforzare la muscolatura che si usa per succhiare. L’azione dell’allattamento naturale, pur essendo di grande importanza per una buona crescita, non è sempre così semplice ed infatti tante mamma abbandonano l’allattamento del bambino nei primi 2-3 mesi di vita. 

Un allattamento sbagliato può sviluppare problemi quali:

•dolori o sanguinamenti al capezzolo 

•congestione del seno dovuto al non completo svuotamento 

•diminuzione del latte materno in quanto il neonato non si attacca al seno o succhia debolmente

•il neonato soffoca o si strozza quando viene allattato 

•il bambino allatta solo da un seno

•un aumento di peso molto rallentato 

•mastite 

 

Purtroppo, tanti di questi sintomi sono dovuti al fatto che il neonato non riesce a svolgere il suo ruolo di succhiare in modo appropriato e senza spendere troppo energie. Il movimento normale del succhiare, per un bimbo, dovrebbe essere rappresentato da questo movimento ondulatorio della lingua: 

•la lingua sporge verso l’esterno ove oltrepassa di pochissimo le gengive

•la parte centrale della lingua crea una rientranza formando in piccolo passaggio

•lingua, labbra, guance, palato circondano il capezzolo

•la parte laterale della lingua si innalza

•la parte mediale (centrale) della lingua si inarca schiacciando il capezzolo contro il palato, stimolando la fuoriuscita del latte

•la faringe si apre e il latte scende in gola

•Conversione anteriore della lingua

 

Durante l’allattamento, la postura giusta del capo del neonato dovrebbe essere leggermente in flessione. Purtroppo tante volte questo ondeggiamento della lingua non avviene correttamente, dovuto al fatto della presenza di un frenulo linguale corto. Il frenulo linguale corto comporta una limitazione al corretto movimento della lingua in quanto frena o impedisce la salita della lingua verso il palato e quindi limita o addirittura impedisce la spremitura del capezzolo e quindi la fuoriuscita del latte materno. Il frenulo linguale corto, pur essendo molto comune, porta molti scompensi durante l’allattamento risultando quindi in una nutrizione limitata in quanto ora il neonato dovrà usare molte più energie per far uscire il latte dal capezzolo. Quante volte sentiamo dire alle mamme che allattano il proprio figlio: “il bimbo si attacca al seno e dopo un paio di succhiate si addormenta” o “si stacca dal capezzolo, oppure comincia a urlare”? Il perché di questo gesto potrebbe essere appunto un segno che ci dice che il bimbo sta usando talmente tante energie per quel paio di succhiate che necessità di una piccola pausa tra una succhiata e l’altra. Quando questo problema sussiste bisognerebbe far controllare il bambino da uno specialista per verificare la lunghezza del frenulo linguale così da poterlo correggere in caso di necessità. L’intervento praticato, se praticato con intervento chirurgico può portare qualche disagio, mentre invece se viene praticato con moderne tecniche laser, i disagi creati sono praticamente nulli sia se praticati su adulti sia su bambini. Un normale frenulo linguale dovrebbe permetterci di riuscire a toccare il palato quando apriamo il più possibile la bocca. Se non riusciamo a toccarci il palato, potrebbe indicare la presenza del frenulo linguale corto. Ora immaginate un neonato affamato che ogni volta che si attacca al capezzolo cerca di far fuoriuscire delle goccioline di latte. La presenza del frenulo linguale corto gli impedirà il primo passaggio della normale succhiata in quanto non riuscirà a schiacciare il capezzolo verso il palato. Di conseguenza ora il neonato deve lottare con tutte le sue forze in modo da far fuoriuscire del latte, ma come farà? Tanti neonati escogitano soluzioni fantastiche, in quanto molti cominciano a girare la lingua intorno al capezzolo, altri cominciano a morsicchiare il capezzolo e altri ancora continuano a muovere la testa in estensione e le manine sul seno. Tutte queste soluzioni, purtroppo, non sono abbastanza per permettere una buona nutrizione e crescita del neonato, infatti molti di questi bambini potrebbero riportare problemi alla mandibola, in quanto usata in modo sbagliato o addirittura mal di testa, in quanto si vanno ad usare molto di più i muscoli del collo di quanto sia normale. Tutto questo per non parlare di quanta energia viene utilizzata dal neonato per far funzionare le sue soluzioni al problema. La presenza del frenulo corto, può portare problemi anche posturali al bambino in quanto questa estensione del collo si ripercuoterà anche sul loro corpicino che cercherà di compensare questo movimento. Come spiegato dal Dr. Daniele Chiesa, medico chirurgo specializzato in odontostomatologia, nella rivista Chiropratica numero 23, ogni volta che la nostra lingua aderisce al palato, stimola un punto preciso di esso, dove fuoriesce l’omonimo ramo trigeminale. La sua stimolazione va ad inviare al cervello importantissime informazioni legate alla postura del capo e quindi del corpo in generale. Ecco perché la presenza di un frenulo linguale corto può portare scompensi in tutto il corpo e non soltanto alla bocca. È molto importante dunque far visitare il proprio neonato da un chiropratico in quanto tante volte, tanti problemi di allattamento potrebbero essere risolti in tempi abbastanza brevi, facendo si che l’allattamento diventi un momento di piacere sia per la madre che per il bambino. 

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