I più comuni problemi alla colonna sono il blocco lombare acuto (detto comunemente il “colpo della strega”) e la sciatalgia. I due possono presentarsi in contemporanea.

Il blocco lombare acuto si manifesta con un’improvvisa sensazione di rigidità e forte dolore nella parte bassa della schiena. I pazienti riferiscono di avvertire “pugnalate”, “morsi” o simili sgradevoli sensazioni e di essere bloccati in una posizione, il che porta molta difficoltà a compiere gesti quotidiani quali infilarsi le calze, uscire dall'auto, ecc.

Tipicamente si ha una postura antalgica, ovvero il corpo si blocca in una posizione piegata (solitamente in avanti e tendente verso un fianco) a causa di un forte spasmo muscolare, che è responsabile di gran parte del dolore. Questo avviene perché, in realtà, il corpo assume la postura che in quel momento arreca meno danno alle proprie strutture e ci impedisce di uscirne tramite il dolore (antalgica significa proprio “contro il dolore”, quindi questa è la posizione in cui ne proviamo di meno e basta provare a “raddrizzarsi” per accorgersene).

Il blocco è l’ultima difesa a disposizione del nostro corpo, il quale ci impedisce di muoverci tramite rigidità e dolore per evitare conseguenze peggiori, quali un’ernia del disco, quando la stabilità articolare è compromessa da tempo.

I muscoli psoas sorreggono colonna e dischi anteriormente. Uno dei due è spesso indebolito da una sublussazione ad una caviglia dovuta ad una distorsione anche non recente, il che crea un’asimmetria nel loro funzionamento e quindi i muscoli “tirano” sui dischi mettendoli in torsione. Inoltre sono tra i primi muscoli ad andare in spasmo durante un blocco acuto, facendoci stare piegati in avanti: per questo, spesso chi soffre di blocco fa molta fatica ad alzarsi dopo essere stato seduto. Nella posizione seduta gli psoas si accorciano ancora di più, mentre alzandosi vengono allungati.

Dunque, quando la schiena inizia a bloccarsi ripetutamente, questo è da considerarsi come un segnale di allarme. E in questi casi, è bene farsi visitare al più presto per rimuovere le cause dei blocchi, prima di incorrere in danni ai dischi.

La sciatalgia o sciatica è invece una sensazione di dolore, bruciore e/o formicolio in una gamba, spesso accompagnata anche da dolore alla parte bassa della schiena. La sciatalgia vera e propria parte da un gluteo e segue un percorso ben definito, ad es. la parte posteriore della gamba, fino al piede. Molto spesso vengono diagnosticate sciatalgie che sono invece dolori di origine articolare o muscolare, ma che non sono meno dolorosi. Anche una sciatalgia causata da un’ernia può inoltre irradiare il dolore solo in alcune parti della gamba o del piede e non lungo tutto il percorso del nervo.

Una sciatalgia causata da vera ernia discale ha quattro componenti: poiché il nervo viene compresso, i muscoli innervati da esso risulteranno deboli (miotomo), i riflessi tendinei saranno assenti o diminuiti, il dolore si irradierà lungo il percorso (dermatomo) del nervo causando la sciatalgia e, poiché anche il nervo ricorrente viene compresso, si avrà anche dolore locale nell'area del disco erniato. È importante che tutti questi componenti si risolvano perché la funzionalità ritorni nella sua interezza: infatti, se un’ernia comprime solo la parte sensoriale del nervo produrrà sintomi fastidiosi, ma non creerà pericolo anche se non verrà risolta in brevissimo tempo. Se invece anche la parte motoria (quella che controlla i muscoli) del nervo è compromessa, è importante valutare qualora il paziente rischi di perdere la funzionalità di un piede. In questi casi valutiamo se sia possibile far ritornare la funzione in tempi rapidi o se sia meglio optare per un intervento chirurgico per evitare conseguenze più gravi come la perdita di capacità di muovere un piede. In questi casi, indirizziamo i pazienti verso le cure più opportune.

Una sciatica è tipicamente causata da un’ernia del disco: il nervo sciatico è composto da più radici che hanno origine nel foro tra due vertebre lombari; se una parte del disco fuoriesce e comprime una di queste radici, si proverà dolore o formicolio lungo il percorso del nervo che origina dalla radice compressa. Gli stessi sintomi possono essere causati dalla sindrome del piriforme, ovvero una contrattura del muscolo piriforme, situato tra osso sacro e femore, che comprime il vicino nervo sciatico. Spesso, invece, vengono diagnosticati come sciatalgie dolori che sono invece da attribuirsi ad una postura o deambulazione scorrette, a causa delle quali i muscoli delle gambe devono lavorare in maniera asimmetrica: se una gamba si sforza più dell’altra, i suoi muscoli inizieranno ad un certo punto a “lamentarsi”, producendo sintomi simili a quelli di una sciatalgia vera e propria. Anche la tensione della dura madre può produrre una trazione sulle radici nervose, creando sintomi simili (cfr. articolo pubblicato sul numero 9 o reperibile su www.chiropratica.com). Le sciatalgie possono inoltre essere causate da problemi metabolici (es. diabete), scompensi nutrizionali o problemi circolatori e, molto raramente, anche da infezioni del nervo, osteofiti (artrosi), o tumori. Vi è poi il fattore iatrogenico: alcuni medicinali (ad esempio le statine contro il colesterolo) possono danneggiare il metabolismo cellulare dei muscoli i quali possono diventare dolenti, spesso in un arto, mimando così i sintomi di una sciatalgia.

In rari casi, un’ernia del disco può essere centrale e comprimere quindi non solo i nervi che raggiungono le gambe: questa eventualità si chiama sindrome della coda equina ed è caratterizzata da sciatalgia in entrambe le gambe con perdita della ritenzione urinaria e intestinale: questa sindrome costituisce un’emergenza chirurgica e in questo caso bisogna rivolgersi immediatamente al pronto soccorso.

Molto spesso, tramite TAC e risonanze magnetiche, vengono individuate anche protrusioni discali, bulging e altri tipi di discopatie, additate a volte come i principali responsabili delle cause dei blocchi lombari acuti e delle sciatalgie. Le ricerche più recenti (cfr. articolo pubblicato sul numero 7 o reperibile su www.chiropratica.com) dimostrano che molto spesso questi problemi vengono riscontrati accidentalmente ma non sono la causa dei sintomi e uno studio ha dimostrato che solo il 36% di soggetti sani sottoposti a risonanze magnetiche non aveva anomalie dei dischi lombari, in assenza di qualsivoglia sintomo!

In realtà, problemi quali artrosi, degenerazione, bulging, protrusione, ernia, ecc. a carico delle articolazioni, sono non cause, ma effetti. Una volta riscontrata la loro presenza, è bene infatti risalire al problema che ne ha generato la causa e rimuoverlo. In pazienti affetti da questi problemi, riscontriamo sempre un problema strutturale: una o più articolazioni sono sublussate - diciamo “bloccate” - solitamente da molto tempo prima dell’insorgere del problema acuto. Per questa causa l’articolazione si infiamma, i muscoli lavorano in maniera asimmetrica e così i legamenti... il corpo mette in atto una serie di meccanismi compensatori per poter funzionare comunque: questo può durare solo per un certo periodo di tempo perché le articolazioni si danneggiano (dando origine a discopatie, protrusioni, ecc..) e quando il corpo non riesce più ad adattarsi ci chiede aiuto con il blocco acuto. Se questo non avviene in tempo, un disco sottoposto a pressioni asimmetriche può fuoriuscire: ecco allora l’ernia con la sciatalgia e/o i dolori lombari che l’accompagnano. Insomma il blocco acuto ci salva da conseguenze peggiori.

L’articolazione coinvolta è sempre quella sacroiliaca, ovvero l’articolazione delle ossa del bacino e dell’osso sacro. Quando questa è sublussata, le vertebre lombari sono le prime ad essere coinvolte facendo un tentativo di compensazione. Le sacroiliache sono le uniche articolazioni che non sono attraversate direttamente (e quindi protette e tenute insieme) da muscoli. La loro integrità dipende da quella dei loro legamenti, i quali a loro volta risentono di stress di vari tipi, anche di quelli biochimici/nutrizionali o emotivi. Il problema a monte, dunque, è una disfunzione dell’articolazione del bacino: questa spesso causa dolori prima che il disco venga compromesso. In questi casi, possiamo prevenire danni futuri ripristinando la corretta meccanica del bacino e della deambulazione.

Tipicamente i pazienti ci descrivono di essersi svegliati con blocco e/o sciatica, o di essersi piegati per raccogliere una matita, o di avere infilato i pantaloni, ecc. ed è apparentemente a seguito di questi semplici movimenti che i problemi sono iniziati. In realtà sono necessari almeno 4000 microtraumi perché un disco si danneggi al punto di fuoriuscire: quindi questi movimenti sono la classica “goccia che fa traboccare il vaso”: quando il bacino lavora male, così fanno anche i dischi lombari e piccoli movimenti costituiscono microtraumi per i dischi. Quindi i sintomi sono il risultato di un problema che era già presente molto tempo prima!

Questi dolori sono, in sintesi, dovuti a interferenze con la trasmissione di impulsi vitali (nervosi) i quali non possono più raggiungere i tessuti interessati che sviluppano quindi disfunzioni e malattie; in questo caso, sono i recettori delle articolazioni a non ricevere il 100% dei messaggi e di conseguenza a non effettuare risposte appropriate.

Quali sono, quindi, le cause di queste interferenze?

Nei centri Sanrocco utilizziamo la conoscenza acquisita da decenni di pratica clinica combinata con le più consolidate tecniche chiropratiche basate sulla neurologia funzionale ed individuiamo, in uno o più fattori, le cause delle sublussazioni vertebrali:

A livello strutturale: traumi importanti come incidenti o la somma di microtraumi dovuto a posture scorrette, cadute, sforzi sul lavoro, ecc; sublussazioni di caviglie slogate e non curate, mal occlusioni dentali, ecc.

A livello biochimico: dalla semplice mancanza d’acqua ad un eccesso di cibi raffinati quali zucchero, latticini, ecc. che causano un indebolimento di determinati muscoli, all'assunzione di farmaci, ecc.

A livello emotivo: stress, traumi emotivi o pattern di comportamento che influenzano la postura (talvolta basta osservare le postura delle persone per capire che sono depresse o arrabbiate!), ecc.

A livello elettromagnetico: interferenze con il normale campo magnetico umano quali telefoni cellulari, orologi, modem wi-fi, ecc.

Il nostro compito è quindi quello di individuare i fattori primari e rimuoverli.

COSA FARE IN CASO DI...

I seguenti sono consigli per chi soffre di blocco lombare acuto o sciatalgia. Alcune patologie gravi possono causare gli stessi sintomi e devono pertanto essere escluse tramite una visita accurata. Lo scopo di questo testo è di dare al pubblico informazioni che possano procurare sollievo temporaneo o aiutare a mantenere le correzioni effettuate dal chiropratico, e non può sostituire una visita medica.

Solitamente, quando proviamo dolore, vogliamo fare di tutto per farlo sparire al più presto.

Il primo approccio è dunque quello farmacologico: antinfiammatori, cortisonici e in casi gravi, oppiacei. Questo può essere utile per “metterci una pezza”, per alleviare il dolore temporaneamente. I problemi con i farmaci sono principalmente tre:

Non risolvono le cause del problema, ma si limitano a coprirne gli effetti;

Interferiscono con il naturale processo di guarigione del corpo;

Sono sostanze chimiche tossiche - seppur leggermente - che possono creare molti problemi se usate a lungo.

In particolare sono noti gli effetti tossici su fegato e reni dei comuni antinfiammatori da banco ed è risaputo che questi farmaci danneggiano pesantemente anche lo stomaco. Gli antidolorifici con obbligo di ricetta hanno effetti collaterali ancora più importanti. Se assunti a lungo termine, causeranno danni che richiederanno l’assunzione di altri farmaci i quali causeranno altri danni e così via.

Perciò, se nella fase acuta i medicinali possono aiutarci a sentirci meglio, è bene, appena possibile, indagare sulle cause del problema e risolverle.

Vogliamo ricordare che un’ernia del disco è causata da anni di danni a carico del disco, perciò è necessario del tempo prima che guarisca. Sebbene nella maggior parte dei casi si riesca ad avere un qualche sollievo molto velocemente, possono essere necessari fino a due mesi perché le conseguenze di un disco danneggiato diventino asintomatiche, e fino ad altri 4 o 6 perché guarisca completamente.

Il primo consiglio, ovviamente, è quello di chiamare il vostro chiropratico, visto che la letteratura scientifica mostra chiaramente che l’approccio chiropratico è il più efficace, sicuro ed economico per questo genere di affezioni.

Nel frattempo, ci sono varie strategie che possono rivelarsi utili:

RIPOSO vs MOVIMENTO:

Il riposo a letto, un tempo consigliato in questi casi, si è rivelato essere più nocivo che benefico. Le articolazioni sono poco vascolarizzate e dipendono quindi dal movimento per pompare nutrienti in entrata e tossine in uscita. Ecco perché chi soffre di lombalgia anche senza blocchi acuti quasi sempre si sente peggio al mattino e migliora poi nell'arco della giornata.

Ovviamente, quando muscoli e articolazioni sono infiammati, non possono però sopportare nemmeno stress quali attività prolungate. L’ideale è il “riposo attivo”, ovvero camminare quanto possibile, poi sdraiarsi per un periodo di tempo, poi camminare ancora. Impariamo ad ascoltare il nostro corpo: in alcuni casi ci chiederà di fermarci dopo pochi minuti, in altri potrà andare avanti più a lungo. In ogni caso, non sforzarsi di muoversi più di quanto ci si senta. Camminare è più che sufficiente. Chi fa fatica può avere beneficio da alcuni minuti sulla bicicletta senza carico.

Nei casi di ernia del disco è sconsigliato stare molto tempo seduti, specie in poltrone morbide: nella posizione seduta il peso sui dischi aumenta, il che spesso coincide infatti con un peggioramento dei sintomi.

GHIACCIO / CALORE

L’uso di una o l’altra modalità è controverso. Il calore aumenta la circolazione superficiale e “scioglie” la muscolatura e può quindi essere utile per chi soffre di dolori cronici o di rigidità mattutina. Allo stesso modo però il calore accelera i processi infiammatori. Il freddo, al contrario, è noto per le sue proprietà disinfiammanti. Perciò nei casi acuti è consigliabile il ghiaccio, purché si osservino questi accorgimenti: - la borsa del ghiaccio non deve toccare direttamente la pelle; porre un asciugamano umido tra ghiaccio e corpo.

- il ghiaccio va applicato sulle articolazioni e non sui muscoli. In pratica, sulle zone dove si sentono chiaramente le ossa. Sui muscoli, può causare un effetto opposto a quello desiderato!

-Il ghiaccio va applicato per almeno 10 minuti e per un massimo di 15. Trascorso questo tempo, riporre il ghiaccio nel freezer per un’ora. Dopo un’ora si può ripetere l’applicazione. Il ghiaccio va applicato nell'area lombo-pelvica, ovvero la parte bassa della colonna e il bacino. In caso di sciatalgia, applicare il ghiaccio sulla parte dolorante della gamba, seguendo le stesse indicazioni di cui sopra, può essere utile. Si può applicarlo sopra al disco danneggiato e seguire il percorso del dolore. Il calore può invece essere utile nei casi di problemi cronici o quando c’è un forte coinvolgimento emotivo.

ESERCIZI E STRETCHING

Sebbene l’attività fisica sia molto importante per mantenere la mobilità delle articolazioni e un tono muscolare adeguato, le ricerche indicano che gli esercizi specifici per la colonna non portano, a lungo termine, giovamento ma anzi generalmente peggiorano il quadro.

Le attività ideali sono il camminare, la corsa leggera (se si è allenati a farlo, e non come cura in caso di blocco acuto!) ed il nuoto a dorso e stile libero. Evitare di nuotare “a rana”, poiché richiede un movimento che stressa i legamenti sacroiliaci. Inoltre è un movimento simmetrico ovvero contrario a quello naturale che si effettua camminando, che è incrociato.

È importante, quando si cammina, ascoltare il proprio corpo e fermarsi quando ci avverte, tramite il dolore, che stiamo facendo uno sforzo eccessivo. Inoltre, bisogna cercare di camminare normalmente: è fisiologico camminare trascinando più o meno una gamba, quando si ha una sciatalgia. Questo però fa lavorare la muscolatura in maniera asimmetrica e provoca un accorciamento della fascia muscolare, il che creerà dolori alla gamba anche quando i sintomi della sciatalgia vera e propria saranno passati... bisogna quindi camminare in maniera simmetrica.

La ginnastica con retroversione del bacino (es. sdraiarsi supini ed appiattire la schiena sul pavimento), che è stata in voga negli ultimi anni, è deleteria per i dischi, poiché li spinge ancora più posteriormente.

Per quanto riguarda lo stretching, sottoporre la muscolatura a leggeri stiramenti può procurare beneficio, purché si osservino tre fondamentali “No”:

No dolore: lo stretching è utile fino a che si sentono i muscoli distendersi. Quando si arriva ad avvertire dolore, si stanno creando piccoli strappi nelle fibre muscolari, il che accorcerà il muscolo ulteriormente!

No apnea: mantenere un ritmo regolare di respirazione durante lo stretching.

No molleggio: una volta arrivati al nostro limite, è nocivo cercare di spingersi oltre di esso spingendosi con colpetti. Rispettiamo invece il nostro limite personale. Non tutti possono arrivare a toccarsi le caviglie mantenendo le gambe tese e questo può essere perfettamente normale: ogni individuo ha esigenze e limiti diversi.

Bisogna ricordare però che i muscoli posturali non devono essere allungati molto. Il loro ruolo principale è quello di sorreggere la colonna e, allungandoli troppo, si rischia di perdere stabilità nella schiena. Constatiamo cinicamente che i pazienti che fanno stretching eccessivo arrivano al punto di avere sempre dolori muscolari quando stanno sdraiati sulla schiena.

Il modo migliore per allungare la muscolatura posteriore è quello di sedersi su una sedia bassa, con le ginocchia piegate a 90 gradi e piegarsi lentamente verso il pavimento con le mani. È da evitare, invece, lo stesso movimento fatto in piedi.

Nei casi di sciatalgia invece pochi esercizi sono indicati. Qualora si riesca ad estendere la colonna (piegarsi all'indietro) senza un aumento del dolore lombare o sciatico, si può optare per il seguente esercizio, chiamato il cobra: sdraiarsi proni su una superficie rigida, con i gomiti appoggiati a terra direttamente sotto le spalle e il viso tra i gomiti. Inspirando, sollevarsi lentamente sui gomiti. Mantenere la posizione per 4-5 respirazioni poi tornare alla posizione iniziale. Ripetere 10 volte. Questo è l’unico esercizio che può, in alcuni casi, alleviare il dolore sciatico.

COME MUOVERSI

Un disco, specie se erniato, soffre particolarmente se sottoposto a rotazione o, peggio ancora, ad una combinazione di flessione e rotazione. Evitare quindi questi movimenti quanto più possibile.

Non c’è una linea guida fissa sulle posizioni ideali da assumere quando si dorme. In generale, la migliore è quella su un fianco, con la testa a livello del bacino (e non piegata in avanti) e con un cuscino sufficientemente alto perché il collo sia dritto.

Quando insorgono dolori, però, a seconda delle articolazioni coinvolte, diverse posizioni possono alleviare il dolore: il consiglio migliore che possiamo dare è quindi quello di trovare da sé la posizione in cui ci si trova meglio.

Una posizione che solitamente aiuta ad alleviare il dolore sciatico nella fase acuta è la seguente: sdraiarsi sulla schiena dopo avere posto una sedia davanti a sé; lentamente sollevare le gambe e, tenendo le ginocchia piegate a 90 gradi, appoggiare i piedi sulla sedia. Alcuni pazienti con sciatalgie molto forti possono dormire soltanto assumendo questa posizione.

Per alzarsi dal letto il metodo migliore è solitamente quello di mettersi su un fianco, lasciare scendere le gambe e con le braccia portarsi nella posizione seduta, poi aiutarsi con le braccia per alzarsi. È bene rimanere piegati in avanti quando ci si alza e poi lentamente portarsi nella posizione eretta che si riesce a mantenere.

Portafogli - Molti uomini tengono il portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni.

Questo significa che, ogni volta che si siedono, il loro bacino ha un rialzo su un lato solo.

Ciò equivale ad avere un rialzo uguale quando si cammina: immaginate di avere un portafogli in una scarpa... lo togliereste immediatamente. Poiché quando si sta seduti si è fermi, spesso non ci si accorge del danno che questo sta causando, mentre camminando lo noteremmo subito. È importante mantenere una postura simmetrica. Tenere quindi il portafogli nella tasca anteriore dei pantaloni o nella giacca. Questo vale come misura di prevenzione anche per chi non ha nessun sintomo!

SOLLEVARE PESI

I problemi ai dischi sono quasi sempre posteriori: per questo, quando ci si piega in avanti, caricando la parte anteriore, si spinge il nucleo del disco indietro, danneggiandolo ulteriormente.

Se si devono sollevare pesi, è importante:

Ruotare lentamente il bacino in avanti (ovvero spingere le natiche indietro): questo mette la colonna lombare in estensione, spingendo il disco in avanti ovvero riducendo eventuali protrusioni/ernie.

Allargare le gambe. Questo abbassa il baricentro e migliora la stabilità.

Mantenendo la schiena eretta, piegare le ginocchia per raccogliere l’oggetto.

Estendere le ginocchia per sollevare il carico.

Se a questo punto si ha necessità di girarsi, non ruotare la colonna ma farlo spostando i piedi.

Ovviamente il modo più sicuro per sollevare un peso è... quello di non sollevarlo affatto.

L’IMPORTANZA DELL’ACQUA

Secondo il dr. F. Batmanghelidj, autore di un libro sul tema, “non siamo malati, siamo solo disidratati” nella nostra società, per mancanza di tempo (lunghe ore lavorative, viaggi), l’uso di bevande zuccherate o caffeinate - che non possono in nessun modo sostituire l’acqua, la necessità di non prendere pause per recarsi in bagno e la mancanza di informazione in materia, molti di noi perdono progressivamente lo stimolo della sete, vivendo in uno stato di lieve disidratazione.

Questo può avere effetti deleteri. I dischi intervertebrali contengono un nucleo gelatinoso composto prevalentemente da acqua, così come acquoso è il liquido sinoviale che lubrifica le articolazioni. L’idratazione è poi essenziale per eliminare le scorie del normale metabolismo muscolare.

I muscoli psoas, che sorreggono la colonna lombare e il bacino anteriormente, si indeboliscono notevolmente in mancanza d’acqua. Questo può causare un’alterazione delle curve con conseguenti problemi nell’area lombare. La quantità ideale è di circa 1 litro di acqua pura ogni 25 kg di peso, da assumersi nell'arco della giornata.

NUTRIZIONE

È importante che il nostro organismo abbia a disposizione le sostanze necessarie per riparare dischi e legamenti danneggiati. In casi di ernie discali, è utile eliminare lo zucchero dalla dieta, poiché è un alimento non naturale che rallenta la guarigione dei tessuti danneggiati. Aumentare invece il consumo di pesce (che contiene acidi grassi omega-3 ad azione antinfiammatoria) ed eliminare grassi idrogenati (olio di palma, strutto) e olio di mais (ad alto contenuto di omega-6, ad azione pro-infiammatoria).

FASCE E BUSTI

Molto spesso i pazienti affetti da questi problemi trovano sollievo indossando una fascia elastica o un busto. Come i medicinali, questi possono dare sollievo temporaneo e possono quindi essere indicate nella fase acuta se riescono ad alleviare il dolore, ma il loro uso deve essere temporaneo. Questi ausili ortopedici sorreggono la colonna in luogo della muscolatura, perciò se portati a lungo si sostituiscono ai muscoli posturali che si indeboliscono, e ci si trova quindi costretti a portarli sempre. Le fasce in neoprene, tipo la cintura sacro-iliaca serola generalmente sono le più indicate.

MASSAGGI

Un massaggio, se eseguito da un operatore esperto e qualificato, può portare un certo sollievo dal dolore muscolare. Bisogna ricordare però che se la muscolatura è troppo contratta, questo è dovuto ad una disfunzione a livello neuro-articolare. Il massaggio non può rimuovere questa disfunzione, pertanto può essere utile temporaneamente in caso di blocchi, così come può essere utilissimo nei casi di muscolatura affaticata da sforzi eccessivi, ma raramente può risolvere un “blocco” il quale sarebbe comunque pronto a ripresentarsi.

PLANTARI E BITES

Una postura scorretta, che a lungo termine causerà discopatie ed ernie, può certamente dipendere, a livello strutturale, da un appoggio scorretto dei piedi o da una scorretta occlusione dentale. In alcuni casi, le uniche soluzioni al problema sono l’uso di plantari o apparecchi ortodontici. Troppo spesso però vediamo pazienti che portano plantari ortotici o bites per correggere problemi che in realtà provengono dalla colonna. Come un appoggio del piede influenza la postura, così un problema posturale può modificare l’appoggio. È quindi importante determinare quale sia la causa primaria del problema, instaurando un rapporto di collaborazione tra il medico curante, il chiropratico e il podologo o dentista/gnatologo. Abbiamo voluto fornirvi indicazioni che possono essere di aiuto in caso di attacchi dolorosi. Sperando che possano esservi state utili, ricordiamo che, in base alla nostra esperienza su centinaia di migliaia di pazienti, confermata dalle nostre ricerche cliniche nonché da quelle scientifiche, l’approccio che offre più possibilità di riuscita in questi casi è proprio quello chiropratico.

Rimuovendo la causa del problema, il chiropratico non solo mette il corpo in condizione di guarirsi naturalmente, ma soprattutto aiuta anche a prevenire problemi futuri.

Dr. Gabriele Malinverno, D.C.

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