L’università, una scelta non sempre facile ma un esperienza sicuramente indimenticabile

Tre studentesse di diverse nazionalità si sono ritrovate in classe assieme in Inghilterra. Ecco cosa ci raccontano e il perché della loro decisione di andare a studiare all’estero chiropratica.

Come mai avete scelto la chiropratica per la vostra futura professione?

MIRANDA: Mi è sempre piaciuta l’idea di aiutare il prossimo con una pratica non invasiva per il corpo che è basata su un approccio totalmente naturale.

EVA MARIA: La prima volta che ho sentito parlare di chiropratica avevo 18 anni e stavo appunto cercando di capire che cosa volessi fare io della mia esistenza. La chiropratica è una professione stupenda, puoi aiutare le persone solo con le tue mani. Non hai bisogno di molto per farlo, infatti con un solo lettino puoi offrire un trattamento speciale a chiunque ne abbia bisogno. La qualità fantastica riguardante la chiropratica, è che la puoi esercitare in tutto il mondo e soprattutto che puoi specializzarti in un qualsiasi ramo tu preferisca, dalla pediatria alla geriatria, chiropratica sportiva o veterinaria, neurologia o nelle diverse tecniche chiropratiche esistenti. In più, la chiropratica è idonea a tutte le età, il che la rende ancora più affascinante. Un altro aspetto che mi piace molto è il fatto che siamo professionisti della salute ma non siamo medici, il che da al pubblico un ulteriore approccio per la loro salute.

LEONIE: Prima di studiare chiropratica mi sono laureata in infermieristica. Quando cominciai a lavorare come infermiera mi piaceva proprio il fatto di poter aiutare il prossimo, ma mi è sempre sembrato che mi mancasse qualcosa. Purtroppo ho realizzato che aiutavo il prossimo finché le persone stavano in ospedale e poi, una volta che lasciavano l’ edificio, dopo un po' di tempo ritornavano con lo stesso problema e, se non lo stesso, molto simile. Inoltre, sia io che i miei colleghi avevamo sempre mal di schiena e male al collo e, pur vivendo praticamente in ospedale, non sapevamo esattamente a chi rivolgerci per rimediare a questi dolori. Quando sentii parlare di chiropratica, mi decisi di andare ad osservare un paio di loro nella mia città e da ciò ho imparato che la cura del chiropratico non trattava solo il dolore, ma si focalizzava nel far funzionare al meglio la struttura del nostro corpo cosicché poi il dolore a sua volta andasse a diminuire o addirittura a sparire, non solo per un certo periodo ma per una durata sicuramente maggiore di quello che ero abituata a vedere in ospedale, e il dolore non si ripresentava così sovente. Inoltre mi è piaciuta l’idea di far star bene le persone solo con l’uso delle mie mani, cosa che puoi fare in qualsiasi parte del mondo, dallo stato più povero a quello più ricco e il trattamento rimane sempre qualitativo. In più, come infermiera lavoravo in un reparto di neurologia, per cui potete capire che mi ha sempre affascinato molto il sistema nervoso e quando ho scoperto che la chiropratica va ad agire proprio su di esso per far funzionare meglio tutto l’organismo ho capito che questa doveva essere la mia futura professione!

Avete dovuto trasferirvi all’estero per studiare chiropratica e da dove?

MIRANDA: Sì dalla Svizzera.

EVA MARIA: Sì dall’Italia.

LEONIE: Sì dall’Olanda.

Se si, com’e stato per te doverti trasferirti all’estero?

MIRANDA: Ho sempre sognato di vivere in Inghilterra, per cui sono rimasta super soddisfatta della mia scelta e non vedevo l’ora di cominciare gli studi!

EVA MARIA: Sono sempre stata una ragazza molto nostalgica. Per me la casa è sempre stata tutto e non avrei mai e poi mai pensato che avrei potuto allontanarmi da casa mia. Poi mi sono detta che questa professione ne valeva la pena e mi sono messa alla prova! All’inizio l’ho trovato molto difficile in quanto mi mancava tanto casa, anche perché il mio ragazzo era rimasto a viveva in Italia. Ma dopo un paio di mesi questa prova ha dato la svolta alla mia vita, facendomi crescere tantissimo, facendomi conoscere tantissime nuove persone e adesso che vivo con alcune mie amiche sono contentissima di aver fatto questa scelta. La rifarei altre mille volte

LEONIE: Se da un lato ero super eccitata da questa scelta dall’altro ero molto spaventata nel dovermi trasferire in Inghilterra. Una nuova cultura, una lingua differente e gente mai conosciuta prima, ma appena arrivata mi sono resa conto di quanto fosse facile integrarsi con gli altri in quanto anche loro erano nella mia stessa situazione, tutti in cerca di nuovi amici! Già dalle prime settimane ho trovato amicizie molto forti con studenti di tante nazionalità diverse. Tutti gli studenti si sono dimostrati da subito molto aperti, entusiasti, simpatici e cercano di aiutarsi tantissimo il che ha reso il mio trasferirmi in Inghilterra un esperienza indimenticabile.

Come ti senti ora che vivi all’estero?

MIRANDA: Mi piace tantissimo l’esperienza che sto facendo nel vivere in un'altra cultura. Ti ritrovi veramente a dover risolvere il tutto da solo, il che ti fa crescere in un modo totalmente diverso dai tuoi coetanei a casa.

EVA MARIA: È fantastico e sto apprezzando ogni secondo di più il fatto che abito con 4 ragazze di nazionalità tutte diverse e con tutte e quattro affronto ogni giorno situazioni difficili, facili, divertimenti e gioie. Questi momenti non mi verranno mai più regalati nella mia vita per cui sto cercando di godermi ogni attimo come non mai e di trarre il più possibile da ogni attimo. Finalmente il decidere cosa e come fare certe cose, quando e cosa mangiare e allenarmi e uscire quando voglio è un emozione fortissima. Ci sono ancora dei momenti dove sono un po’ nostalgica e mi piace sempre tornare a casa a visitare i miei genitori e il mio ragazzo ma ora il dover tornare dopo le vacanze in Inghilterra è sempre una cosa bella!

LEONIE: L’adoro! Abito con 3 altre ragazze di diverse nazionalità. È stupendo imparare dagli altri le diversità di culture e provare ricette totalmente diverse da quello che siamo abituati! Ovviamente ci sono momenti dove ho un pò di nostalgia della mia famiglia e dei miei amici a casa, ma non mi sarei persa questa esperienza di vivere all’estero per nulla al mondo!

Dove vedi il tuo futuro? E quali sono i tuoi piani?

MIRANDA: Dopo essermi laureata, vorrei ritornare in Svizzera e aprire un mio studio. Inoltre, vorrei specializzarmi in chiropratica per animali.

EVA MARIA: Non sono molto sicura di dove andrò a finire una volta laureata, ma il mio sogno sarebbe quello di aprire la mia clinica in Alto Adige in Italia. Sono così eccitata da questo progetto e non vedo l’ora di cominciare a svilupparlo. Probabilmente all’inizio sarà dura ma mi piace essere il mio stesso boss e vedere cosa io possa creare. Nei primi due anni dopo la laurea vorrei investire tempo e denaro in seminari e corsi sulla chiropratica, su come organizzare e creare una clinica funzionale e vorrei trovare un tutor dove lavorare e imparare il più possibile affinché, una volta aperta la mia clinica, possa essere preparata a ogni evenienza.

Ovviamente nel frattempo mi piacerebbe osservare più chiropratici possibili per riuscire a ottenere più esperienza possibile per il mio futuro.

LEONIE: Tornerò in Olanda per lavorare come chiropratica. Non so ancora esattamente in che città andrò, ma durante il prossimo anno e mezzo osserverò tanti chiropratici del mio paese e a quello con cui mi troverò meglio proverò a chiedergli di poter lavorare con lui. Nel mio paese la chiropratica non è ancora conosciuta bene, per cui vorrei veramente diventare uno dei futuri portavoce di questa professione nel mio paese. Tra 10 anni vorrei veramente riuscire ad aprire la mia clinica per aiutare il maggior numero di persone!

C’è un ramo della chiropratica in cui vorresti specializzarti?

MIRANDA: La neurologia mi ha sempre affascinato tantissimo e mi piacerebbe specializzarmi di più in questo campo. E come già detto prima vorrei specializzarmi in chiropratica per animali.

EVA MARIA: Ci sono così tanti rami in cui uno si può specializzare nella chiropratica che ora come ora mi affascinano tutti, vorrei specializzarmi in tutti. Ma da tanto tempo ormai mi affascina tanto la chiropratica pediatrica.

Penso che i bambini siano magnifici e con la chiropratica puoi veramente farli crescere in un modo diverso da quello che sarebbero cresciuti prevenendo tanti problemi. In più un bambino felice fa di conseguenza dei genitori felici, il che è ancora più gratificante. In Italia ci sono veramente pochi chiropratici specializzati in pediatria e vorrei essere una di quelle che porta e sviluppa questo ramo in Italia.

LEONIE: Sì, vorrei specializzarmi nella chiropratica pediatrica. La nascita è spesso un evento traumatico per le articolazioni e muscoli dei neonati. Penso che aiutare un bimbo che non può ancora parlare a stare meglio e a crescere meglio sia una delle cose più gratificanti al mondo.

Cosa vorresti dire hai ragazzi che sono interessati nello studiare la chiropratica in una delle università riconosciute dalla Chiropractic Council of Education?

MIRANDA: Fatelo assolutamente e non ve ne pentirete mai!!!!!

EVA MARIA: Questa è una professione fantastica e ci sono moltissime scuole negli USA. In Europa ce ne sono sette riconosciute dalla Chiropractic Council of Education e probabilmente altre 3 apriranno in un futuro prossimo. Ci sono 3 college nel Regno Unito (AECC a Bournemouth, WIOC a Cardiff, McTimony a Abingdon e un college in Scozia che sta per aprire). 2 collegi in Francia (IFEC Paris e IFEC Toulouse) 2 Collegi in Spagna (BCC in Barcellona e MCC a Madrid) e un College in Danimarca (Odessa). Stanno pensando nel prossimo futuro di aprirne uno a Oslo (Norvegia) e uno a Roma (Italia).

Se doveste decidere di studiare chiropratica vi prenderete la responsabilità di lavorare con la salute di altri esseri umani e la loro salute dipenderà anche da voi. Questo porta sicuramente molta pressione su ognuno di noi ma sicuramente la cosa più affascinante è il quanto, alla fine, il tutto sia gratificante.

LEONIE: Fatelo! Gli studi sono molto duri e severi, ma sicuramente ne vale la pena. Andate a visitare i diversi collegi in giro per l’Europa o addirittura in America o Canada e poi decidete sulla base del collegio che sposa di più le vostre esigenze. Ma soprattutto quando andate a visitare, parlate con gli studenti che già seguono i corsi, fategli domande, esponete loro tutti i vostri dubbi e perplessità. Tutti saranno disposti ad aiutarvi a fare la scelta giusta e a darvi le risposte a tutte le domande.

Stai partecipando a qualche tipo di seminario al momento? Se sì, quale?

MIRANDA: Per ora no, ma nel futuro sicuramente sarò molto interessata a seguire vari tipi di seminari.

EVA MARIA: Sono un membro attivo del WCCS (World Congress of Chiropractic Students, comitato mondiale degli studenti) ed ho un privilegio di essere una delle voci portante della sviluppo della professione attraverso gli occhi degli studenti. Ho imparato moltissimo su me stessa, sulla leadership, amicizia e altri argomenti. Sono stata esposta al grande mondo chiropratico al quale prima non avevo accesso. Questo è stato molto importante per me e mi sono creata amicizie in tutto il mondo e effettivamente siamo una grande famiglia.

In più ho fatto un corso di ipnoterapia di un anno che mi aiuterà sicuramente molto anche nella mia professione in quanto si può riuscire a far cambiare la percezione dei vari problemi al paziente. Mi piace molto l’essere un ipnotizzatrice.

Sono ora nel mio quarto anno e ho fatto 3 seminari importanti: Advanced Paediatrics, Thompson technique stage 1, Muscle Testing ed ora a Marzo parto in Nepal per fare 3 settimane di volontariato.

LEONIE: Sì, quest’anno andrò a fare il seminario su Lumbo-pelvic pain del dottor Andy Vleeming e il seminarion del dottor Craig Lieberson. Il prossimo anno invece vorrei partecipare tutti i quattro seminari del dottor Steve Williams di chiropratica pediatrica.

 

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