Col passare del tempo, i bambini possono sviluppare problemi alla colonna vertebrale proprio come gli adulti; ma, a differenza degli adulti, i più comuni problemi vertebrali nei bambini non causano dolore.

Spesso questi problemi vertebrali possono essere la causa di altre problematiche più comunemente associate ai bambini. E più spesso di quanto si pensi, purtroppo, il link tra colonna vertebrale e sintomo non avviene, lasciando così incurata la causa scatenante del problema. Questi problemi nascosti spesso sono la causa di degenerazioni precoci negli adulti e proprio per questo non smetterò mai di ribadire che la prevenzione infantile è fondamentale per una schiena sana futura.

La causa primaria dei problemi vertebrali nei bambini è la sublussazione spinale pediatrica. Per meglio capire questa sublussazione dobbiamo però esaminarne causa ed effetto e capire come si risolve.

CHE COS’È?

La sublussazione vertebrale pediatrica è potenzialmente la più dannosa e ignorata causa di problemi di salute ricorrente nei bambini di oggi. L’identificazione di questi problemi però avviene solamente se si fa un dettagliato esame della colonna vertebrale del bambino.

Alcuni dei subdoli sintomi che possono indicare la presenza di una sublussazione vertebrale nei bambini sono:

  • Poca voglia di muoversi o restrizione nei movimenti del collo o della schiena
  • Una postura dove il collo o il corpo vengono tendenzialmente mantenuti in una sola posizione, una spalla più alta dell’altra, un anca più lunga dell’altra, una gamba più lunga dell’altra.
  • Dolore, pianti o riflesso di allontanarsi quando viene toccato in determinati punti della colonna vertebrale

 

COME AVVIENE UNA SUBLUSSAZIONE?

Trauma - E la causa più ovvia. Molte persone però sotto la categoria trauma non includono il parto il quale è probabilmente uno dei più grandi traumi della nostra vita, specialmente se si tratta di un parto con complicanze. Ma definiamo la parola trauma:

Trauma: parola greca che significa “ferita - lacerazione”. Il termine è impiegato in medicina somatica dove indica le lesioni provocate da agenti meccanici la cui forza è superiore alla resistenza dei tessuti cutanei o degli organi che essi incontrano.

Sempre più spesso ciò accade con l’uso di forcipi e ventose. Biedermann ha identificato che in un gruppo di 114 neonati con sublussazioni vertebrali, 38 hanno avuto un parto prolungato. Lierse, medico, afferma che c’è un così alto numero di problemi dovuti al parto che “il canale vaginale è l’ostacolo più grande che un essere umano debba mai superare”. Siefert esaminò 1000 neonati concludendo che il 12% di essi avevano sublussazioni vertebrali.

Dobbiamo però tenere a mente che un trauma alla colonna vertebrale può accadere anche pre partum. Alcune sublussazioni infatti possono essere dovute alla posizione del feto nel ventre della madre specialmente se lo spazio è ristretto o se gli occupanti sono più di uno come nel caso dei gemelli.

Altre sublussazioni sono causate dal trauma fisico vero e proprio. Alcuni bimbi infatti cadono in continuazione. Vuoi perché sono spericolati, incoscienti, avventurosi, maldestri... basta guardare “paperissima” per rendersi conto di quanti traumi i bambini possono subire senza lamentarsi troppo. Una sublussazione può essere provocata cadendo dal letto, inciampando in un gradino, imparando a camminare. Ma da bravi genitori la maggior parte delle volte ci preoccupiamo più a consolare le lacrime che altro, pensando che se il bambino non piange significa che sta bene. Anche il viaggio in macchina può essere fonte di trauma. Si che li leghiamo e sono seduti bene, ma il collo? Una frenata brusca, un cambio di direzione improvviso tutto ciò nel collo di un bambino può provocare e causare problemi futuri.

Per capire meglio il perché i bambini sono così fragili e perché è così facile provocare delle sublussazioni vertebrali eccovi alcune foto. Notate che le vertebre non si fondono fino all’età di 3-6 anni.

Anche per questo motivo vorrei ricordarvi che un bimbo nel seggiolino in macchina dovrebbe essere messo con lo sguardo contro il sedile e non verso la strada fino a quando non compie almeno un anno e non pesi un minimo di all’incirca 9 chilogrammi. Alcuni sedili permettono di stare in questa posizione fino a quando il bambino pesa all’incirca 13 chilogrammi (più o meno 2 anni) il che è molto meglio perché si avvicina all’età nella quale le vertebre si fondono. Questo ridurrà di molto la tensione sulle sue vertebre non ancore fuse e diminuirà il rischio di trauma al midollo spinale qualora avvenga un incidente o un brusco colpo.

Stress mentale - Lo stress negli adulti sicuramente può causare sublussazioni vertebrali e lo stesso può accadere nei bambini. Anche i bambini infatti possono essere stressati: scuola, esami, vita sociale, bullismo, pressioni dai compagni, liti familiari, divorzi. Tutta questa tensione può provocare stress emotivo che si riflette in stress fisico aumentando le tensioni muscolari e di conseguenza provocare sublussazioni vertebrali.

Tossine e sport - Ricordiamoci anche che siamo ciò che mangiamo. Abituare i vostri figli fin da piccoli a mangiare molta frutta e verdura e a mangiare un po’ di tutto anche se può sembrare un’impresa non da poco si rivelerà sicuramente positivo quando saranno più grandi. Evitate di dare loro cibi che contengono molto zucchero come per esempio bibite gassate, caramelle e tanto cioccolato.

Ricordate anche di fare fare sport hai vostri bambini. Molto spesso, all’inizio dell’anno scolastico, specialmente se lo studente si trova ad affrontare l’incognita di un nuovo ciclo di studi - come avviene per esempio nel passaggio dalle elementari alle medie inferiori, o da queste ultime alle superiori - oppure se è reduce da un’annata didatticamente “difficile”, può accadere che venga decisa in famiglia la rinuncia alla pratica regolare di uno sport, visto soprattutto come una distrazione dagli impegni di studio.

Così facendo però, se da un lato si rendono disponibili alcune ore in più nell’arco della settimana da trascorrere sui libri - ammesso e non concesso che esse poi vadano realmente a favore dello studio, e non vengano sprecate per esempio davanti alla televisione o con i videogiochi - dall’altro si rinuncia ai considerevoli vantaggi che la pratica sportiva può comportare per uno studente.

Attenzione: non mi riferisco solo agli indubbi vantaggi che l’attività motoria genera dal punto di vista fisico, ma anche e soprattutto a quelli psicologici nonché mentali, sicuramente meno conosciuti e considerati, ma non per questo di scarsa importanza.

Pochi genitori sanno, ad esempio, che recenti ricerche scientifiche hanno messo in luce positive ripercussioni sul carattere dei ragazzi, direttamente proporzionali alla loro capacità di coordinazione: sentirsi in grado di gestire e controllare molto bene le azioni del proprio corpo accresce la padronanza di sé, garantendo maggior sicurezza e determinazione nell’affrontare qualsiasi situazione (per esempio: un’interrogazione a scuola).

Questa convinzione di possedere i mezzi adeguati deriva dall’armonia tra la sfera fisica e quella psichica della persona, che agiscono in perfetta sintonia.

Una chiara dimostrazione di quanto questo risulti vero nella realtà si ottiene osservando il cosiddetto linguaggio corporeo e gli atteggiamenti di un soggetto a disagio, titubante, in difficoltà: tende a stare a capo chino, non sa dove mettere o cosa fare con le mani, farfuglia a voce bassa...

La pratica sportiva ha anche una formidabile capacità di allentare le tensioni nervose che, specialmente nel periodo dell’adolescenza, rappresentano un problema tutt’altro che trascurabile, e consente di sfogare, incanalandoli, gli eccessi di aggressività, che certo non giovano a chi deve applicarsi nello studio e tenere una buona condotta a scuola.

Le diverse ore settimanali dedicate a uno sport, specie se praticato in forma organizzata, non risultano poi tempo sprecato ai fini del rendimento scolastico, perché concorrono a:

  • migliorare la capacità di attenzione (utile per seguire le spiegazioni in classe);
  • sviluppare l’abitudine alla concentrazione (fondamentale per qualunque studente);
  • incrementare lo spirito di iniziativa (sempre apprezzato dagli insegnanti);
  • accrescere l’autostima (importantissima nel percorso di crescita dell’individuo);
  • allenare al controllo delle emozioni (utilissimo in fase di interrogazione o esame).

Infine, quando lo sport praticato prevede l’apprendimento mnemonico di schemi (questo avviene soprattutto in giochi di squadra come pallavolo, basket, calcio, pallanuoto, ecc...) oppure di precise sequenze motorie (ad esempio nella ginnastica artistica o nella danza) per l’esecuzione di un esercizio, viene allenata e stimolata in modo piacevole la capacità di memorizzazione, dote ovviamente preziosa per qualunque studente.

Scritto da: Dr. Coralie Pellissier Ms.C., I.C.S.S.D.

 

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